domenica 30 marzo 2014

lunedì 24 marzo 2014

Oggi ho fatto questo pappagallino
ed ecco confezionate e pronte pure i cestini con le gallinelle e le loro uova
Eccomi qua, ricominciamo la settimana. E continua pure la mia produzione di Coniglietti Pasquali. Eccone altri.
Questi ultimi sono già confezionati

giovedì 20 marzo 2014

Oggi ho provato a fare la Peppa Pig...Ora, a me piace come è venuta....Ma a voi l'ardua sentenza... Accetto le critiche, perchè sono costruttive...
Ben Arrivata Primavera! Oggi alle 18 è iniziato l'equinozio di questa tanto sospirata primavera. L'inizio della primavera, determinato dalla rivoluzione della Terra, non inizia ogni anno lo stesso giorno. Comunque l'importante è che sia finalmente giunta, sperando che non sia una primavera invernale.

domenica 16 marzo 2014

Quanta verità in questo link....

La Tradizione dell'uovo di Pasqua.

L'uovo di Pasqua è un dolce della tradizione pasquale, divenuto nel tempo uno dei simboli della stessa festività della Pasqua cristiana, assieme allacolomba. Nel Cristianesimo, simboleggia la risurrezione di Gesù dal sepolcro. La tradizione del classico uovo di cioccolato è recente, ma il dono di uova vere, decorate con qualsiasi tipo di disegni o dediche, è correlato alla festa pasquale sin dal Medioevo.
L'usanza dello scambio di uova decorate si sviluppò, nel Medioevo come regalo alla servitù. Nel medesimo periodo l'uovo decorato, da simbolo della rinascita primaverile della natura, divenne con il Cristianesimo il simbolo della rinascita dell'uomo in Cristo. La diffusione dell'uovo come regalo pasquale sorse probabilmente in Germania, dove si diffuse la tradizione di donare semplici uova in occasione di questa festività.
In origine, le uova venivano bollite avvolte con delle foglie, o insieme a dei fiori, in modo da assumere una colorazione dorata.
In diverse tradizioni pasquali l'uovo continua a mantenere un ruolo durante tutto il periodo delle festività. Durante il periodo diQuaresima, in virtù del digiuno, le uova vengono spesso non consumate ed accumulate per il periodo successivo. Nella tradizione balcanica e greco ortodossa l'uovo, di gallina, cucinato sodo, da secoli viene colorato, tradizionalmente di rosso, simbolo della Passione, ma in seguito anche di diversi colori, in genere durante il giovedì santo, giorno dell'Ultima Cena, e consumato a Pasqua e nei giorni successivi. Il giorno di Pasqua, in molti riti, si compie la benedizione pubblica delle uova, simbolo di resurrezione e della ciclicità della vita, e la successiva distribuzione tra gli astanti.
In molti altri paesi, infine, all'uovo di cioccolato viene ancora anteposto l'uovo di gallina solitamente cucinato sodo. Anche nei paesi di religione ortodossa, tuttavia, permane la tradizione delle uova di gallina, in risposta alla diffusione delle uova prodotte commercialmente, giudicate dagli ortodossi una strumentalizzazione consumistica della Pasqua. In Italia l'uovo sodo come simbolo pasquale è rimasto presente soprattutto accompagnato dalla tradizionale colomba pasquale o durante il pranzo. Anche in Arabia l'uovo di Pasqua rappresenta la resurrezione di Gesù.
Buona Domenica...2° Domenica di Quaresima..
Ecco, dopo la gallinella, il pulcino appena nato che aspetta che gli altri fratellini, ancora nell'uovo, vengano alla luce!

giovedì 13 marzo 2014

Stasera voglio parlare delle origini dell'uncinetto. Il lavoro all'uncinetto è considerato uno dei lavori più versatili e soddisfacenti e tutto quello che occorre per realizzare articoli originali e creativi è un uncinetto e un po' di filo. Permette di realizzare pizzi, centrini, ecc. lavorando un unico capo filato continuo.
Le origini della lavorazione all'uncinetto sono antichissime e, come nel caso di altre arti tessili, difficili da tracciare, ma sono stati trovati esempi primitivi in ogni angolo del globo, in Estremo Oriente, in Africa, Europa, America del Nord e del Sud ed esempi se ne ritrovano già nella cultura egizia. Alle volte l'uncinetto è stato lavorato su fini uncini con filati molto fini che producevano un delicato tessuto, oppure è stato lavorato con filati più spessi su grossi uncini dando origine ad un tessuto compatto e denso. Questo secondo tipo di uncinetto veniva usato dai Cinesi per fabbricare bambole tridimensionali, dagli Africani che lo usavano per fabbricare i copricapi dei loro capi tribù, dai Turchi per creare cappelli e in Scozia per fare berretti e pesanti mantelli.La forma di uncinetto più delicata ebbe origine in Italia nel sedicesimo secolo ed esso veniva soprattutto usato dalle suore per realizzare addobbi e vestimenti per la chiesa.
I filati
I filati da utilizzare per il lavoro all'uncinetto possono essere molto differenti per avere effetti diversi. Il cotone e la seta producono un tessuto delicato simile alla tela del ragno che ricorda l'artigianato vittoriano, il filato spesso e grosso può essere usato per indumenti e per articoli domestici. Per realizzare lavori creativi e piacevoli si possono usare, oltre il cotone, la lana e la seta, la corda, il lino, la canapa, la juta che da soli o uniti ad altri filati danno risultati insoliti.
Ricavato da "http://it.wikipedia.org/wiki/Uncinetto"



Ecco qua i miei pupazzetti amigurumi fatti in questi giorni...lo so che le foto non sono al meglio...mi danno per questo...ma non ci riesco proprio a farle per bene!!!

mercoledì 12 marzo 2014

lunedì 10 marzo 2014

Stasera voglio parlarvi di  AMIGURUMI.
E' l'arte giapponese di lavorare a maglia o all'uncinetto piccoli animaletti.
Il nome è il risultato della combinazione delle parole giapponesi AMI, che significa lavorare a maglia o all'uncinetto e NUIGURUMI, che significa peluche.
Sono realizzati con la tecnica della lavorazione in tondo a maglia bassa (con l'uncinetto), Sono lavorati suddivisi in parti che successivamente vengono uniti e poi imbottiti.
Da poco ho imparato questa tecnica, ma mi diverto veramente tanto a realizzarli, io adoro tutti i peluche, tanto che ho riempito la casa, e ora poi che me li faccio da sola, sarà ancora più piena.
Questo che vedete nella foto è il primo che ho realizzato.

domenica 9 marzo 2014

Buona Domenica.
Immagina, e realizzerai.
Sogna, e ti migliorerai.
Abbi fiducia in te,
perché sai più di quanto tu creda.
Sergio Bambarén.

sabato 8 marzo 2014

Anche questo 8 marzo volge al termine.
Molte donne stasera sono a festeggiare e a folleggiare.
Ma non bisogna dimenticare il significato di questa festa.
L'8 Marzo si ricordano le conquiste sociali, politiche, economiche delle donne, le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.
IL 25 Marzo 1911, a New York, la Fabbrica Triangle, prese fuoco e causò la morte di 123 donne e 23 uomini (per la maggior parte giovani italiani ed ebrei). Questo grave incidente è uno degli eventi commemorati nella giornata della donna. ( fonte Wikipedia )
La mimosa, fiore che viene regalato in questo giorno, significa FORZA e FEMMINILITA', e quindi fiore perfetto per simboleggiare questa festa.
Tantissimi auguri a tutte le donne...a chi é sola, a chi combatte per i suoi diritti, a chi lotta per sopravvivere, a chi non molla mai, a chi ha sempre pronto un sorriso per nascondere una lacrima, auguri a tutte le Donne con la "D " maiuscola...DONNA 365 GIORNI ALL'ANNO!!!!

mercoledì 5 marzo 2014

Eccomi qua per augurare una buona serata.
Oggi splendeva il sole e ne ho approfittato per uscire un po'.
Ogni tanto fa bene lasciare la quotidianità, per fare qualcosa di diverso.

martedì 4 marzo 2014

Ed ecco anche oggi delle scarpine per baby...quanto sono carine!!Non lo credete anche voi?

lunedì 3 marzo 2014

Ecco qua le scarpine fatte oggi ... non sono una grande fotografa...ma faccio del mio meglio
Oggi è Lunedi, si ricomincia la settimana, in questi giorni sto lavorando alle scarpine per baby....poi metterò le foto...

domenica 2 marzo 2014

Il mio Paese....un po' di storia...



Baccinello

Baccinello, frazione de Comune di Scansano, a circa 25 chilometri ad est di Grosseto trae le proprie origini dall’attività mineraria che si sviluppò nei terreni dell’omonima Fattoria, dalla quale, il borgo, ha preso il nome. Gli affioramenti di lignite erano già noti alla fine dell’ottocento ma, l’attività mineraria vera e propria, ebbe inizio nel 1916 durante il primo conflitto mondiale e andò avanti fino al 1959, intervallata da periodi di sospensione più o meno prolungati.
All’inizio, essendo il territorio privo di strade carrozzabili, per agevolare lo smercio del carbone fu costruita una ferrovia che nel 1918 raggiunse la stazione di Rispescia, ma sarà abbandonata nel 1921 quando la Società Ansaldo, che svolge attività nella vicina ricerca mineraria “Cana”, costruisce un tronco ferroviario che da Grosseto raggiunge la località Arcille, dove viene attestato alla ferrovia della Soc. Valdarno Mineraria ed elettrica del Valdarno, divenuta concessionaria della miniera di Baccinello.
Nell’annuale denuncia d’esercizio la Valdarno dichiara 590 occupati al 9 febbraio 1921. Tra ricorrenti crisi, l’attività mineraria va avanti fino al 1930 quando è prima ridotta al minimo e nel mese di luglio abbandonata.
Nel 1936, la Società Agricola Industriale Maremmana (SAIM), ottiene la concessione mineraria “Baccinello” e la ricerca mineraria “Cana”, fonda un gruppo minerario unico e riprende i lavori interrotti e abbandonati dalla Valdarno nel 1930, occupando circa 140 operai.
Nel 1941, di nuovo la Valdarno subentra alla consociata S.A.I.M. nella gestione delle miniere. Durante il secondo conflitto mondiale, per le difficoltà dei trasporti ferroviari a causa del conflitto mondiale, l’attività estrattiva viene sospesa. Le miniere tornano a produrre nel 1946 e raggiungono la massima occupazione nel 1947 con circa 610 dipendenti, allorché si profila una nuova crisi dovuta all’andamento negativo del mercato delle ligniti, porta alla gestione commissariale delle miniere ricorrendo ad una cooperativa di minatori, appositamente costituita: LAMIBA (Lavoratori Miniere Baccinello). Al termine della gestione commissariale, per divergenze sorte con la proprietà mineraria rivelatisi insanabili, la mattina del 1° marzo 1949 i minatori occupano le miniere agli ordini di un Comitato di gestione operaia promosso dai sindacati. L’occupazione si protrae fino a domenica 25 settembre quando, per l’intervento delle forze dell’ordine, i minatori sono fatti uscire e la Valdarno ottiene il reintegro nella proprietà delle miniere. Tra alti e bassi, si va avanti fino al 1954 ma il primo ottobre, lamentando perdite economiche, la Valdarno sospende i lavori, licenzia gli operai e provvede alla chiusura e allo sbarramento dei cantieri minerari.
Nel 1956 nasce la COMIBA (Cooperativa Minatori Baccinello) che rileva le concessioni minerarie della Valdarno, e con circa 180 operai riprende l’attività estrattiva.
Grazie alla favorevole congiuntura del mercato delle ligniti, agevolata dalla crisi di Suez che provoca gravi difficoltà ai rifornimenti di petrolio all’Europa occidentale, la cooperativa riesce a pagare i debiti contratti per la ristrutturazione del sotterraneo e dei servizi esterni, ed a migliorare e rinnovare alcuni impianti. Il periodo favorevole è, tuttavia, di breve durata e la miniera di Baccinello, come le altre miniere di lignite, deve di nuovo fare i conti con il crollo del marcato e le avverse ricadute economiche, occupazionali e sociali.
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In questo momento di grave instabilità, la notte del 2 agosto 1958, due giovani minatori, Enzo Boccalini e Azelio Giustarini, vedono stupefatti, sulla volta della galleria, compresso nel carbone, lo scheletro dell’ominide. L’oreopiteco che l’antropologo Johannes Hürzeler di Basilea, cercava a Baccinello da un decennio e che ormai, visto il clima di smobilitazione della miniera, disperava di trovare, tant’è che aveva già deciso di tornare in Svizzera quella mattina stessa.
“Sandrone”, il nome spassosamente assegnato dai minatori al reperto, secondo gli studi più recenti era una scimmia di sette milioni d’anni fa, capace di contrapporre l’indice al pollice e di camminare eretto ma nonostante altre analogie non è imparentata con l’uomo. Questo primate, dalla sua origine alla sua estinzione, è vissuto nell’intervallo di tempo compreso tra nove e sei milioni d’anni fa. Al presente il fossile si trova nel Museo di Paleontologia di Firenze.
Sulle ali del clamore sollevato in tutto il pianeta, il ritrovamento aveva acceso qualche illusoria speranza per le sorti della miniera ma, il 20 luglio 1959, la COMIBA era posta in liquidazione chiudendo, così, definitivamente il capitolo minerario.
Il tributo versato in vite umane nel bacino minerario Baccinello-Cana è stato di venti decessi per infortunio sul lavoro.
Oggi, a ricordare quel passato sono rimasti alcuni edifici, gli ex ingressi alle gallerie “Longhi”, “1a Nord” e “Sud”, quest’ultimo adibito a cantina, ed una porzione dell’impianto per la cernita del minerale. Altri ex ingressi alle gallerie si trovano nel territorio di Cana.
Tutte le testimonianze, al momento, sono in mani private. L’auspicio è che quanto prima a Baccinello si possa realizzare un centro di documentazione a memoria del passato minerario di questo operoso villaggio

sabato 1 marzo 2014

Voglio accogliere Marzo con questa poesia

bosco_di_primavera
Poesia di Marzo -

di Alfred de Musset -
Marzo -

Nei boschi, da sera a mattina,
si schiudono fresche sorprese:
leggero sui prati cammina
Marzo, incantevole mese.

Ancora non c'è l'usignolo
ricolmo di note e di trilli,
ma lungo le prode e nel brolo
già fremono e parlano i grilli.
E, guarda, la siepe s'è desta
coperta di fiori, odorosa;
il pesco s'ammala di festa
schiudendo i suoi petali rosa.
C'è pioggia, c'è vento, c'è Sole:
è Marzo, ogni cosa ha un incanto:
è Marzo che piange e non vuole..
che mostra il sorriso tra il pianto..

Pasqua 2017